I motivi della migrazione
Certamente furono tanti, e ogni città ebbe anche motivi particolari. Considerata la vasta portata del fenomeno migratorio, è evidente che ci furono motivi comuni: anzitutto la natura prevalentemente montuosa del territorio della penisola greca, che non consentiva uno sviluppo esteso dell’agricoltura. L’insufficienza agricola si fece più pressante quando, a partire dalla fine del IX secolo, vi si aggiunse un sensibile incremento demografico. Anche fattori politici concorsero: nelle città greche governate da regimi oligarchici, il malcontento dei ceti inferiori spingeva i più miseri a cercare altrove migliori condizioni di vita.
Le zone della migrazione
Non era la Sicilia la sola regione verso cui era diretta questa migrazione: tutto l’Occidente mediterraneo ne fu interessato. La Sicilia però, e le regioni meridionali dell’Italia, anche per la loro più felice posizione geografica rispetto alla Grecia, furono maggiormente investite dall’ondata colonizzatrice.
I primi coloni in Sicilia
I Calcidesi di Eubea furono i primi, fondando Naxos nel 734 a.C. e poi Catania e Leontini. I Corinzi fondarono Siracusa nel 734 a.C. Un gruppo di coloni megaresi, respinto dai Calcidesi, fondò Megara Iblea nel 728 a.C. Da questa colonia di secondo grado nacque poi Selinunte.
La fondazione di Selinunte
Stretti tra le colonie calcidesi, la corinzia Siracusa e le città sicule dell’interno, i Megaresi cercarono uno sbocco verso ovest. La spedizione colonizzatrice, guidata dall’ecista Pammilo, approdò intorno al 650–628 a.C. sul litorale sud-occidentale della Sicilia, dove fondò Selinunte.
Lo scontro tra Greci e Cartaginesi
Con la fondazione di Lipara il movimento di colonizzazione greca in Sicilia si può considerare concluso. Resta il contrasto politico-militare che, a partire dal VI secolo, opporrà le colonie greche alle colonie elimo-puniche della Sicilia occidentale: uno scontro che costituirà il motivo dominante della storia siciliana per secoli.
