Sicilia occidentale · Città degli Elimi

Segesta

Segesta fu la principale città degli Elimi, un popolo di cultura peninsulare che secondo la tradizione proveniva da Troia. Rivale secolare di Selinunte, coinvolse nella loro ostilità anche Atene e Cartagine.

Il teatro di Segesta
Il teatro di Segesta (III sec. a.C.) scavato nella roccia del Monte Barbaro.
Il tempio dorico di Segesta
Il tempio dorico di Segesta (430–420 a.C.), mai completato.

Storia

Fortemente ellenizzata per aspetto e cultura, Segesta raggiunse un ruolo di primo piano tra i centri siciliani, fino al punto di coinvolgere nella sua secolare ostilità con Selinunte anche Atene e Cartagine. Distrutta Selinunte grazie all’intervento cartaginese nel 408 a.C., Segesta visse con alterne fortune il periodo successivo, fino ad essere conquistata e distrutta da Agatocle di Siracusa (307 a.C.), che le impose il nome di Diceòpoli — Città della Giustizia.

In seguito, ripreso il suo nome, passò nel corso della Prima Guerra Punica ai Romani che, in virtù della comune origine leggendaria troiana, la esentarono da tributi e le permisero una nuova fase di prosperità. Segesta venne totalmente ripianificata sul modello delle grandi città microasiatiche. Recenti indagini hanno rivelato un villaggio di età musulmana e un insediamento normanno-svevo dominato da un castello sulla sommità del Monte Barbaro.

Il tempio dorico

Già famosa per i suoi due monumenti principali, il tempio di tipo dorico (430–420 a.C.) e il teatro, Segesta vive ora una nuova stagione di scoperte grazie a scavi scientifici. Il tempio è periptero esastilo e non fu mai completato: mancano le scanalature delle colonne e la cella interna. La città occupava la sommità del Monte Barbaro, naturalmente difeso da ripide pareti di roccia.

L’urbanistica

Al di fuori delle cinte murarie si trovano due importanti luoghi sacri: il tempio dorico e il santuario di Contrada Mango (VI–V sec. a.C.). È stata anche individuata una necropoli ellenistica. Sull’acropoli Nord, dove si trova il teatro, sono visibili i resti più recenti: il castello, la moschea e una chiesa fondata nel 1442.

«Segesta e Selinunte si contesero per secoli il controllo del territorio della Sicilia occidentale, coinvolgendo nelle loro guerre le maggiori potenze del Mediterraneo antico.»

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