Scultura classica · 460–450 a.C.

Le Metope del Tempio E

Le quattro metope del Tempio E, in stile severo preclassico, sono tra i capolavori della scultura greca d’occidente, oggi al Museo Archeologico Regionale di Palermo.

Il Tempio E di Selinunte da cui provengono le metope
Il Tempio E, ricostruito per anastilosi nel 1959.

Le quattro metope

1. Zeus ed Era — Le nozze sacre (hieros gamos) tra il re degli dèi e sua moglie: Era solleva il velo nuziale con un gesto di rara delicatezza. È considerata la metopa più bella per l’equilibrio tra solennità divina e tenerezza umana.

2. Atteone sbranato dai cani davanti ad Artemide — Il cacciatore Atteone, sorpreso a spiare Artemide al bagno, viene trasformato in cervo e sbranato dai propri cani. Artemide assiste impassibile alla punizione. La composizione è di grande dinamismo.

3. Atena che atterra il gigante Encelado — La dea guerriera immobilizza con un piede il gigante ribelle, che tenta di resistere. La tensione muscolare e la resa del movimento sono eccezionali per l’epoca.

4. Eracle in lotta contro un’Amazzone (Antiope) — L’eroe afferra per i capelli l’amazzone sconfitta, in una composizione di grande forza espressiva.

La tecnica acrolitica

Le metope del Tempio E sono realizzate in tufo locale, ma i volti e le braccia femminili sono in marmo di Paro, inserito nel tufo: è la cosiddetta tecnica acrolitica. Il contrasto tra la bianchezza del marmo e il tufo dipinto amplificava l’effetto cromatico delle figure divine.

«Le metope del Tempio E rappresentano il più alto raggiungimento della scultura selinuntina e uno dei vertici assoluti dello stile severo nell’intero mondo greco.»

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