Reperti · VII–III sec. a.C.

I Reperti di Selinunte

Oltre alle metope e alle ceramiche, Selinunte ha restituito un’ampia varietà di reperti: monete, gioielli, armi, oggetti di uso quotidiano e resti di produzione artigianale locale.

Reperti dalla area di Selinunte
Reperti vari rinvenuti nell’area di Selinunte.

Le monete

Selinunte coniò una propria moneta in argento dal VI sec. a.C., con il caratteristico simbolo del selinon (il prezzemolo selvatico) sul rovescio — da cui la città prendeva il nome. Le monete selinuntine sono particolarmente ricercate dai numismatici per la bellezza delle incisioni e per l’eccezionale qualità tecnica.

I gioielli

I corredi funerari delle necropoli hanno restituito gioielli in oro e argento: orecchini, bracciali, fibule e collane di pasta vitrea, spesso di produzione locale ma con influenze greche e puniche. La lavorazione dell’oro a granulazione mostra affinità con la tradizione etrusca.

Le armi

Nelle tombe più ricche sono stati rinvenuti elmi bronzei di tipo corinzio, punte di lancia in ferro, spade e scudi. Questi reperti attestano il rango militare del defunto e la sua partecipazione alla vita civica della polis.

Gli oggetti di uso quotidiano

Lucerne, strigili (raschietti per l’olio), pesi da telaio, spilloni, specchi bronzei e utensili da cucina completano il quadro della vita quotidiana a Selinunte. Dal Santuario della Malophoros provengono numerose lucerne di epoca cristiana (IV–V sec. d.C.), testimonianza di una frequentazione del luogo sacro fino alla tarda antichità.

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