Le monete
Selinunte coniò una propria moneta in argento dal VI sec. a.C., con il caratteristico simbolo del selinon (il prezzemolo selvatico) sul rovescio — da cui la città prendeva il nome. Le monete selinuntine sono particolarmente ricercate dai numismatici per la bellezza delle incisioni e per l’eccezionale qualità tecnica.
I gioielli
I corredi funerari delle necropoli hanno restituito gioielli in oro e argento: orecchini, bracciali, fibule e collane di pasta vitrea, spesso di produzione locale ma con influenze greche e puniche. La lavorazione dell’oro a granulazione mostra affinità con la tradizione etrusca.
Le armi
Nelle tombe più ricche sono stati rinvenuti elmi bronzei di tipo corinzio, punte di lancia in ferro, spade e scudi. Questi reperti attestano il rango militare del defunto e la sua partecipazione alla vita civica della polis.
Gli oggetti di uso quotidiano
Lucerne, strigili (raschietti per l’olio), pesi da telaio, spilloni, specchi bronzei e utensili da cucina completano il quadro della vita quotidiana a Selinunte. Dal Santuario della Malophoros provengono numerose lucerne di epoca cristiana (IV–V sec. d.C.), testimonianza di una frequentazione del luogo sacro fino alla tarda antichità.
