La pietra dei templi
Il banco di calcarenite delle Cave di Cusa, affiorante per un tratto notevolmente lungo, offrì la possibilità di realizzare i pezzi più grandi necessari alle opere cittadine. I grandi capitelli e le imponenti colonne del Tempio G furono tagliati qui grazie a un sapiente uso di strumenti metallici.
I pezzi venivano staccati dalla loro matrice grazie all’effetto martinetto prodotto da cunei di legno espansi con l’acqua. Per gli elementi di dimensioni ridotte si usavano numerose cave più vicine alla città, dai nomi evocativi come Latomie e Parche.
Il cantiere bloccato
Un evento traumatico — la conquista punica del 409 a.C. — determinò l’improvvisa interruzione del lavoro. I pezzi furono lasciati esattamente dove erano: alcuni appena sbozzati, altri completamente finiti e già pronti per il lungo viaggio verso la città.
«Il cantiere di cava si blocò all’ora x del giorno x improvvisamente e senza preavviso. La terra e il tempo non sono riusciti a cancellare i segni di opere bloccate in diversi gradi di lavorazione.»
Le fasi di lavorazione
Le cave permettono l’analisi completa di tutte le fasi: estrazione dei blocchi, trasporto e fase finale di messa in opera.
