Descrizione
L’edificio è di piccole dimensioni, 8,40 × 4,60 m., di tipo prostilo tetrastilo, con 4 colonne ioniche e trabeazione dorica. L’interno, costituito da un pronao e una cella, conserva ancora il basamento della statua di culto ed è decorato da uno spesso strato di stucco sul quale si conservano tracce di una interessante policromia.
Empedocle e Hittorff
Il tempietto, preceduto da un altare quadrato, è comunemente noto come tempio di Empedocle. Tale dedica fu data nel 1824 dall’architetto Hittorff, scopritore dell’edificio, che lo suppose dedicato dai Selinuntini al filosofo agrigentino il quale, avendo dragato le acque stagnanti di uno dei fiumi, aveva posto fine alle pestilenziali esalazioni causa di ricorrenti epidemie.
Le teorie di Hittorff sul ruolo della policromia nell’antica architettura greca erano basate in gran parte sullo studio del Tempio B: è detto per questo “il Tempio di Hittorff”.
Datazione e cultura
La mescolanza di stili (colonne ioniche, trabeazione dorica) assegna l’edificio alla tarda epoca classica o al primo ellenismo (IV sec. a.C.), quando Selinunte era in mano punica. È considerato il monumento di tipologia greca più rappresentativo del nuovo ambiente culturale misto.
