Reperti · VII–V sec. a.C.

Le Ceramiche

Le necropoli e i santuari di Selinunte hanno restituito una straordinaria quantità di ceramiche importate: vasi protocorinzi, corinzi, rodii e attici a figure nere e rosse, testimonianza delle intense rotte commerciali della città.

Ceramiche greche tipiche delle necropoli di Selinunte
Ceramiche greche tipiche delle necropoli di Selinunte.

Le ceramiche delle necropoli

Le necropoli di Selinunte hanno restituito vasi di tipo protocorinzio e corinzio (VII–VI sec. a.C.), subgeometrici e lineari (dalla necropoli di Galera Bagliazzo), e ceramica attica a figure nere e a figure rosse (VI–V sec. a.C.). La ceramica era spesso inserita nei corredi funebri insieme a gioielli, armi e oggetti di uso quotidiano.

La ceramica corinzia

La ceramica corinzia fu la più importata a Selinunte nel VII–VI sec. a.C., periodo in cui Corinto dominava i commerci del Mediterraneo. I tipici vasi corinzi — lekythoi, aryballoi, alabastra — erano ricercati per i profumi e gli unguenti che contenevano. Le decorazioni a figure animali (leoni, pantere, sfingi) erano rese con grande finezza.

La ceramica attica

Dal VI sec. a.C. la ceramica attica soppiantò quella corinzia. Le anfore, le crateri e i calici attici a figure nere e poi a figure rosse rinvenuti a Selinunte mostrano scene mitologiche di altissima qualità. Non si riconoscono caratteristiche peculiari locali nella ceramica selinuntina, che segue pedissequamente i modelli greci importati.

La ceramica del Santuario

Dal Santuario della Malophoros provengono vasi corinzi e protocorinzi molto arcaici, utilizzati come ex voto o per libagioni rituali. La loro presenza testimonia la frequentazione del santuario già dal VII sec. a.C.

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