Scultura arcaica · VI sec. a.C.

La Gorgone del Tempio C

La straordinaria maschera gorgonica in terracotta policroma proveniente dal Tempio C è uno dei reperti più spettacolari dell’antica Selinunte, conservata al Museo Archeologico Regionale di Palermo.

Il Tempio C di Selinunte da cui proviene la Gorgone
Il Tempio C, dal cui frontone proviene la grande maschera gorgonica.

Descrizione

La maschera della Gorgone, alta 2,50 metri, decorava il frontone principale (lato est) del Tempio C. Realizzata in terracotta policroma, mostra il volto della Gorgone Medusa con la caratteristica espressione apotropaica: lingua sporgente, zanne, occhi spalancati e capelli a serpenti. La sua funzione era magico-protettiva: allontanare gli spiriti maligni dal tempio e dai fedeli.

La tecnica

La maschera fu realizzata a stampo in sezioni separate, poi assemblate e rifinite a mano. I dettagli — i serpenti tra i capelli, i denti, gli occhi — erano lavorati separatamente e applicati. L’intera superficie era poi ricoperta di stucco e dipinta con colori vivaci: rosso, nero, ocra e bianco.

Il significato

Il Gorgoneion (maschera della Gorgone) era uno degli elementi decorativi più diffusi nell’architettura templare greca arcaica. La versione selinuntina è tra le più grandi e meglio conservate al mondo. La sua collocazione al centro del frontone, visibile da lontano, sottolineava il carattere sacro e intoccabile del tempio.

«La maschera gorgonica del Tempio C, alta quasi tre metri, era una delle prime cose che il visitatore antico vedeva avvicinandosi all’Acropoli di Selinunte dal mare.»

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